8 settembre: Natività della Beata Vergine Maria

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  " Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio, umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio, tu se' colei che l'umana natura nobilitasti si,
che 'l suo Fattore non disdegnò di farsi sua fattura..." (Dante Alighieri)

 

  LA PEDAGOGIA DEL “RECUPERO”… 

Il Vangelo di questa domenica, è tratto dal quarto discorso di Gesù nel racconto di Matteo, conosciuto come discorso “comunitario” o “ecclesiale”. Il brano odierno parla della correzione fraterna e ci invita a riflettere sulla duplice dimensione dell’esistenza cristiana: quella comunitaria, che esige la tutela della comunione, cioè dell’unità della Chiesa, e quella personale, che impone attenzione e rispetto per ogni coscienza individuale. Per correggere il fratello che ha sbagliato, Gesù suggerisce una pedagogia del recupero. Lui cerca sempre di recuperare , di salvare il peccatore. E questa pedagogia di recupero è articolata in tre passaggi. In primo luogo dice: “Ammoniscilo fra te e lui solo”, cioè non mettere in piazza il suo peccato. Si tratta di andare dal fratello con discrezione, non per giudicarlo ma per aiutarlo a rendersi conto di quello che ha fatto. E’ il momento “dell’amore discreto”. C’è da mettere in atto la pedagogia della pazienza per “guadagnare” il peccatore: la correzione fraterna. Non è facile mettere in pratica questo insegnamento di Gesù per diverse ragioni.

C’è il timore che il fratello o la sorella reagisca male, che si offenda… e altri motivi. Ma tutte le volte che noi abbiamo fatto questo, abbiamo sentito che era proprio la strada del Signore… Poi viene suggerito il coinvolgimento di “una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni”, come fratelli autorevoli per garantire più efficacia alla correzione fraterna. I due testimoni sono richiesti non per accusare e giudicare, ma per aiutare. E’ il “passo dell’amore pressante”! Andiamo da fratelli a parlargli…Questo è l’atteggiamento del recupero che Gesù vuole da noi. Gesù mette in conto che possa fallire anche questo approccio con i testimoni. In effetti anche l’amore di due o tre fratelli può essere insufficiente, perché quello o quella sono testardi… In questo caso, aggiunge Gesù “dillo alla comunità”, cioè alla Chiesa. In alcune situazioni tutta la comunità viene coinvolta. Occorre quindi un “amore più grande” per recuperare il fratello.

Ma anche questo a volte non può bastare. E Gesù dice: “E se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano”. Uno che sta fuori, e lo deve sapere. Soltanto l’ascolto fa i discepoli, i fratelli; il non ascolto mette fuori dalla comunità. Chi non è in comunione con la Chiesa è fuori! Non resta allora che la fantasia inesauribile della misericordia di Dio nei suoi appelli senza limiti. Non si tratta di una condanna senza appello, ma del riconoscimento che a volte i nostri tentativi umani possono fallire. Insomma la comunità fraterna è tutta protesa a vincere il cuore del peccatore, come mano visibile del Padre il quale “non vuole che si perda uno solo di questi piccoli”. Solo così una comunità riconciliata diventa capace di vincere il cuore di Dio nella preghiera. La stessa passione verso il fratello o la sorella che sbaglia, diventa “sinfonia” verso l’alto, di una preghiera incredibilmente efficace

                                                                                                                                                        Padre Gottardo