L’odierna pagina evangelica, narra la parabola dei lavoratori chiamati a giornata dal padrone della vigna. Attraverso questo racconto, Gesù ci mostra il sorprendente modo di agire di Dio, rappresentato da due atteggiamenti del padrone: la chiamata e la ricompensa. “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Prima di tutto la chiamata. Per cinque volte il padrone di una vigna esce in piazza e chiama a lavorare per lui. E’ toccante l’immagine di questo padrone che esce a più riprese sulla piazza a cercare lavoratori per la sua vigna. Quel padrone rappresenta Dio che chiama tutti e sempre, a qualsiasi ora. Dio agisce così anche oggi: continua a chiamare chiunque, a qualsiasi ora, per invitare a lavorare nel suo regno. Questo è lo stile di Dio, che a nostra volta siamo chiamati a recepire e imitare. Egli non sta rinchiuso nel suo mondo, ma “esce”: Dio è sempre in uscita, cercando noi; non è rinchiuso in sé stesso. “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?” Dio esce continuamente alla ricerca delle persone, perché vuole che nessuno sia escluso dal suo disegno d’amore.
Anche le nostre comunità sono chiamate ad uscire dai vari tipi di “confini” che ci possono essere, per offrire a tutti la parola di salvezza che Gesù è venuto a portare. Si tratta di aprirsi a orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle “periferie esistenziali” e non hanno ancora sperimentato, la forza e la luce dell’incontro con Gesù. “La Chiesa deve essere come Dio sempre in uscita, sulla strada e quando la Chiesa non è in uscita si ammala, come uno che sta sempre in una stanza non arieggiata. E’ vero che quando uno esce c’è il pericolo di un incidente. Ma è meglio una Chiesa incidentata, in uscita, per annunciare il Vangelo, che una Chiesa ammalata da chiusura! Dio esce sempre perché è un Padre che ama. La Chiesa deve fare lo stesso: sempre in uscita” diceva papa Francesco.
Il secondo atteggiamento del padrone, che rappresenta quello di Dio, è il suo modo di ricompensare i lavoratori. Come paga Dio? Che cosa il Signore mi vuole donare? Il padrone si accorda per “un denaro al giorno” con i primi operai assunti al mattino. Al termine della giornata, il padrone della vigna ordina a tutti la stessa paga, cioè un denaro. Quelli che hanno lavorato fin dal mattino si lamentano con il padrone, ma lui insiste. Vuole dare il massimo della ricompensa a tutti. Sempre Dio paga il massimo. Paga tutto con la sua vita, fino alla fine! Gesù parla della bontà del Padre celeste che esce continuamente e paga il massimo a tutti. Infatti Dio si comporta così: non guarda al tempo e ai risultati, ma alla disponibilità, alla generosità con cui ci mettiamo al suo servizio. Il suo agire è più che giusto, nel senso che va oltre la giustizia umana e si manifesta nella grazia. Donandoci la grazia, egli ci elargisce più di quanto noi meritiamo. Ricordiamo chi è stato il “primo canonizzato” nella Chiesa: il buon ladrone. Ha “rubato” il cielo all’ultimo momento della sua vita: questo è grazia, così è Dio. Anche con tutti noi: chi si affida con umiltà alla misericordia del Padre, come il buon adrone, si trova primo…
Padre Gottardo
Il venerdi dai Padri Monfortani dalle 8.00 alle 11.00 riprende l'Adorazione Eucaristica
