Oggi, troviamo nel vangelo, due parabole cucite insieme: quella degli invitati a nozze e quella della veste nuziale. O forse una parabola in due tempi. Gesù delinea il progetto che Dio ha pensato per l’umanità. Il re, che “fece un banchetto di nozze per suo figlio” è l’immagine del Padre che ha predisposto per tutta la famiglia umana una meravigliosa “festa di amore e di comunione” intorno al suo Figlio amato. Nozze e banchetto, nelle tradizione di Israele, evocano il singolare rapporto tra Dio e il suo popolo. Per ben due volte il re manda i suoi servi a chiamare gli invitati, ma questi rifiutano, non vogliono andare alla festa perché hanno altro a cui pensare: i campi, gli affari… Tante volte anche noi anteponiamo i nostri interessi e le cose materiali al Signore che ci chiama, e ci chiama ad una festa! Ma il re della parabola non vuole che la sala resti vuota, perché desidera donare i tesori del suo regno. Allora dice ai servi: “Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli”. Così si comporta Dio: quando è rifiutato, invece di arrendersi, rilancia e invita tutti quelli che si trovano agli incroci delle strade, senza escludere nessuno. Nessuno è escluso dalla casa di Dio!
Il termine originale che utilizza l’evangelista Matteo fa riferimento ai limiti delle strade, ossia quei punti in cui le strade di città terminano e iniziano i sentieri che conducono alla zona di campagna, fuori dall’abitato, dove la vita è precaria. E’ a questa umanità dei crocicchi che il re della parabola invia i suoi servi, nella certezza di trovare gente disposta a sedersi a mensa. Così la sala del banchetto si riempie di “esclusi”, quelli che sono “fuori”, di coloro che non erano degni di partecipare a una festa, ad un banchetto nuziale. Anzi il re, dice ai suoi messaggeri: “Chiamate tutti, buoni e cattivi. Tutti”. Dio chiama pure i cattivi, i malvagi, i lontani… Al rifiuto dei primi subentra l’accoglienza degli ultimi. Il progetto è chiaro: “Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. E il convito della nuova umanità ha una strana tipologia: sono i pubblicani e le prostitute, i poveri del mondo. Nessuno è tagliato fuori: la salvezza è un dono per tutti!
La Chiesa è chiamata oggi a raggiungere le periferie geografiche ed esistenziali dell’umanità, quei luoghi ai margini quelle situazioni in cui si trovano accampati e vivono “brandelli di umanità” senza speranza. Si tratta di aprire le porte del nostro cuore e delle nostre comunità a tutti, perché il Vangelo non è riservato a pochi eletti. Anche quanti stanno ai margini, perfino coloro che sono respinti e disprezzati dalla società, sono considerati da Dio degni del suo amore. Per tutti egli apparecchia il banchetto festoso: giusti e peccatori, buoni e cattivi, furbi e incolti. Tuttavia, il Signore pone una condizione: indossare la veste nuziale. Quando la sala è piena, arriva il re e saluta gli invitati dell’ultima ora, ma vede uno di loro, senza l’abito nuziale, una specie di mantellina che all’entrata ciascun invitato riceveva in dono. Quel tale, avendo rifiutato il dono gratuito, si è autoescluso: così il re non può fare altro che gettarlo fuori. L’abito nuziale simboleggia la misericordia che Dio ci dona gratuitamente, cioè la grazia. Non basta accettare l’invito a seguire il Signore, occorre essere disponibili a un cammino di conversione, che cambia il cuore…
Padre Gottardo
Il venerdi dai Padri Monfortani dalle 8.00 alle 11.00: Adorazione Eucaristica
